Venezia: L'anno del mare felice ePUB ☆ Venezia:

Venezia: L'anno del mare felice ➶ [Read] ➲ Venezia: L'anno del mare felice By Paolo Barbaro ➾ – Thomashillier.co.uk Anno reale e immaginario, quello del mare felice a partire dal Venezia, la laguna, le coste dell Adriatico, stanno sperimentando il miracolo d un mare improvvisamente diverso rispetto agli anni prece Anno reale del mare MOBI ï e immaginario, quello del mare felice a partire dalVenezia, la laguna, le coste dell Adriatico, stanno sperimentando il miracolo d un mare improvvisamente diverso rispetto agli anni precedenti Barbaro svela il fenomeno in ogni risvolto, in un preciso sopralluogo tecnico che anche un testo intensamente poetico Ne esce una composizione articolata su Venezia: L'anno PDF or dodici mesi, che d voce ai mutamenti dei mare, alle diverse risposte umane e ambientali, alle variazioni degli spazi, rapporti e sfumature delle architetture, ai nuovi problemi delle isole, tra incognite del sottosuolo e influssi degli astri, variabili amori e umori di abitanti e foresti Si scopre cos una Venezia che non esiste in alcuna L'anno del mare PDF ✓ guida n trattato d urbanistica un almanacco di isole molto prossime a ciascuno di noi dovunque ci troviamo a vivere, eppure fino a questo momento ignote con tutte le loro coordinate reali, ma sempre da scoprire come interne alle nostre radici pi antiche e alle nuove speranze.


7 thoughts on “Venezia: L'anno del mare felice

  1. Artemisia Artemisia says:

    Cominciamo dall acqua per dodici mesi, da Giugno a Giugno, Venezia vive un anno di grazia il 1993 e l acqua insolitamente limpida un acqua felice, espressione di un mare beato e antico, originario eppure inusuale, insolito La laguna aveva dimenticato la sua essenza marina, pur essendo figlia ritardataria di un mare adriatico, per antonomasia mutevole, poco sicuro di se stesso, che interagisce con il mare interno degli isolotti a volte con delicatezza, altre con troppa foga Quello d Cominciamo dall acqua per dodici mesi, da Giugno a Giugno, Venezia vive un anno di grazia il 1993 e l acqua insolitamente limpida un acqua felice, espressione di un mare beato e antico, originario eppure inusuale, insolito La laguna aveva dimenticato la sua essenza marina, pur essendo figlia ritardataria di un mare adriatico, per antonomasia mutevole, poco sicuro di se stesso, che interagisce con il mare interno degli isolotti a volte con delicatezza, altre con troppa foga Quello di Barbaro un mare dalla morfologia complicata Poca profondit , molti problemi spesso l acqua ci interrompe vita e giornata, cambia orari, prospettive, incontri Dobbiamo adattarci noi, pi che lei a noi un piccolo mare, torno ad ammetterlo, di dimensioni ridotte, a scala umana, fin troppo Per tenace, non molla Spesso siamo noi a mollare, ad andarcene Forse non un mare, forse al limite dei mari possibili, e noi al limite degli esseri umani possibili ma lui continua, e noi non ce la facciamo Noi caliamo, e lui cresce. E la citt il filtro delle correnti che la attraversano gli ori nobili da cui rivestita sono il prodotto di influenze esterne, di corruzioni Venezia un palinsesto, e pi che conchiglia il sasso su cui, marea dopo marea, il tempo e i popoli hanno depositato strati di bellezza Da questo nasce la pluralit della citt Venezie spietate e potenti nel ricordo di un passato palese al visitatore che ammiri il Palazzo Dogale o la Salute, ma anche ondeggiante e delicata come una stoffa straniera l armonia prodotta dalla sintesi di ogni contraddizione a renderla cos peculiare e fragile Barbaro scava nelle fondamenta fisiche e mentali della citt , per ricordarci l equilibrio che Venezia esige continuamente da se stessa La battaglia quotidiana, e la si perde sempre un po di pi , ogni anno che passa, perch quella con il mare una simbiosi ma anche una guerra intestina, elementale Barbaro osserva cos i benefici che il mare felice porta, a Venezia, per tutto un anno la conoscenza quella del tecnico, ma la mano quella del poeta viene da pensare che Venezia si lasci frugare solo cos , da operai del legno e della parola citt che nasconde il segreto su cui si fonda la propria bellezza, chiudendovi sopra un velo d acqua straordinariamente, nel 1993, trasparente.All inizio dei miei vagabondaggi veneziani, tra l altro, non riuscivo a capire se la citt mi piacesse o no, come se tutte le parole altrui mi impedissero di pensarla autonomamente L indifferenza che mi suggeriva mi confondeva Ma poi ho capito che Venezia anche questo la sua architettura il risultato di un sedimento, come l immagine mentale che suggerisce anche le facciate dei suoi palazzi sono fatte di parole, e i loro riflessi nei canali sono frasi, non lievi immagini di archi E tuttavia una citt del genere la si ama anche per questo, perch fatta di parole, luci e acqua che, per me, sono un po la stessa cosa


  2. A.G.E. montagner A.G.E. montagner says:

    L anno mille993 in laguna L anno del mare felice non un evento storico riesumato dagli annali della Serenissima, come erroneamente avevo supposto in un primo tempo, bens un episodio di cronaca recente l anno 1993 , per dirla con Saramago Un anno speciale per la laguna di Venezia, che fin dai primi giorni dell estate vive il miracolo di un mare insolitamente pulito e leggeroMare leggero , nel gergo del golfo, vuol dire trasparente con un tocco, nella leggerezza, di felicitL ann L anno mille993 in laguna L anno del mare felice non un evento storico riesumato dagli annali della Serenissima, come erroneamente avevo supposto in un primo tempo, bens un episodio di cronaca recente l anno 1993 , per dirla con Saramago Un anno speciale per la laguna di Venezia, che fin dai primi giorni dell estate vive il miracolo di un mare insolitamente pulito e leggeroMare leggero , nel gergo del golfo, vuol dire trasparente con un tocco, nella leggerezza, di felicitL anno felice documentato dal libro come un almanacco, mese dopo mese, da giugno a giugno Il motivo di questo ritardo sull anno solare presto detto Ha avuto continue esitazioni l Adriatico, nelle settimane scorse mare nervoso , ci assicurano al largo, prima di decidersiNel raccontare questo stato di grazia, il resoconto di Barbaro ha il pregio, raccolto nel 2003 da Matvejevi in L altra Venezia, di considerare non solo la citt ma l intera laguna, facendo parlare fin dalle prime pagine i pescatori notturni, gli amici meteorologi, gli uomini anfibi che sentono la laguna prima con la pancia e poi con gli strumenti Barbaro, come poi Matvejevi , ricorda che l Adriatico era chiamato golfo di Venezia golfo, canale, laguna, rio , darsena, fiume, palude, mare vero e proprio, bocche, valli , cime, code, fosse, portiIn occasione dell anno felice si interroga sui legami tra mare e laguna, laguna e isole, in un equilibrio fragilissimo e millenario viviamo in simbiosi con l acqua, siamo sempre vissuti in simbiosi, da chiss quante generazioni Ovviamente i capitoli invernali, quand pi difficile prendere il largo, sono dedicati alla citt E per chi conosce, ama e vive Venezia, un libro come questo interessante e prezioso anche diacronicamente, per poter confrontare la Venezia del 1993 con quella del 2013 Scopriamo che l acqua alta di quell ottobre ebbe poco da invidiare alle attuali che proprio quell ottobre, con la fine della sperimentazione in sito, venne smantellato il primo castello del Mose che il carnevale quell anno fu sottotono, perfino smascherato perch i volti , le maschere, erano stati proibiti per via del terrorismo internazionale scopriamo cos , incidentalmente, che i Bush del nuovo millennio non hanno inventato nulla Ma i capitoli pi belli e toccanti sono dedicati a questo o quell aspetto della citt Uno ai ponti nell ambiente tuttora magico di queste quattro isolette, i ponti restano i nodi d una grandiosa utopia divenuta realt di pietre e di acque un altro al solo ponte di Rialto, gran teatro sospeso , che proprio quel marzo compiva quattrocento anni, sei mesi dopo il cinquecentenario dello sbarco di Colombo pure quello, guarda caso, su un isola Un altro ancora alla bellezza schiva della chiesa di S Maria e Donato, che nessuno conosce perch relegata in un posto appartato, a Murano Barbaro, che abita a Dorsoduro, camminando verso la Sacca della Misericordia ritrova a Cannaregio tutti gli elementi, tutto il fraseggio dell ambiente veneziano ma ogni battuta qui dolcemente accordata in un mare musicale di luce C anche un capitolo in cui Paolo Barbaro, scrittore prolifico e affermato anche all estero, ma che in realt di nome fa Ennio Gallo e di lavoro l ingegnere idraulico per l ENEL o meglio faceva, all epoca ora va per i novanta , ne approfitta per svelare il bosco dimenticato la foresta di alberi, provenienti dal Cadore, dall Istria, dalla Dalmazia, dalla Slavonia , che da sempre sono le fondamenta dei palazzi veneziani Fondata tra i sogni, Venezia dovevaessere leggera, quasi aerea, per non sprofondare e per cantarla, Barbaro ricorre ad una prosa altrettanto lieve, impalpabile e affascinante Con quell accenno alla leggerezza, che ho citato all inizio e che compare nel primissimo paragrafo del libro, l autore pare richiamarsi implicitamente all auctoritas della prima qualit che Calvino auspicava per la letteratura del nuovo millennio e proprio alle citt invisibili calviniane sembrano ispirati questi capitoli, se vero che nei suoi dialoghi con il Khan sempre alla nativa Venezia che Marco Polo ripensa, costretto a descriverla ripetutamente perch questa resta la citt pluraleresta Venezie tuttora , perch ormai il luogo del sogno in cui talvolta si riesce a stare anche da vivi Il libro fu pubblicato nel 1995 ora non si trova pi neppure sul sito dell editore Io ne ho scovato una copia nel catalogo della biblioteca comunale, che per motivi di vicinanza geografica possiede molti testi su Venezia


  3. Vera Vera says:

    Un po troppo spesso, nel libro, esce il Paolo Barbaro ingegnere ed i suoi tecnicismi tolgono la patina di magia che la sua scrittura ha in enezia, citt ritrovata Ma leggere questo delicato, acuto, profondo autore sempre un piacere


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